
grammatica della fotografia
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8 incontri per un'igiene dello sguardo
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8 incontri per smettere di guardare
e imparare a vedere
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Su questo nuovo
Diario di bordo
Le immagini, le riflessioni, i materiali
dell'ultimo seminario tenuto presso
il Quartiere 4 di Firenze
Qui
la mostra finale di un
seminario precedente
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È disponibile una breve
cronologia della
fotografia
e una piccola
bibliografia
Nella Rete abbiamo trovato
un contributo bibliografico interessante di Claudia Provenzano:
Fotografia e filosofia: alcune
proposte di lettura
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Che differenza c'è tra guardare e vedere? Le immagini fotografiche ci parlano con una lingua che non è soggetta alle regole, grammatica e sintassi, proprie della lingua parlata e scritta. Esse però sono in qualche modo comprensibili (meglio sarebbe dire leggibili) in gruppi omogenei per cultura. Ad esempio una foto pubblicitaria di un'automobile con una bella donna
(più o meno vestita), in un contesto culturale proprio dei paesi
occidentali industrialmente avanzati, farà leva su un messaggio di piacere
materiale (qualcuno direbbe: donne e motori, gioie e dolori). Non a
caso sarà gradita in misura maggiore agli uomini rispetto alle donne. Esiste dunque una sintassi del linguaggio delle immagini, anche se legata a regole più sfuggenti e meno assolute di quelle del linguaggio verbale. Proviamo a esaminare alcune "categorie" della comunicazione per immagini. |
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IL COLORE |
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IL
ROSSO |
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malattia, oppure imbarazzo. Se un frutto è
rosso vuoi dire che è maturo e dolce. Anche quando appare su un oggetto o
in un quadro, il rosso porta sempre con sé un po’ di queste emozioni (…)
IL SIGNIFICATO DEL ROSSO NELL’ARTE E NELLA VITA CULTURALE |
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Osceola, capo degli Indiani Seminole, prigioniero dei bianchi nel 1838,
quando decise di togliersi la vita, si dipinse metà della faccia in rosso
come segno di morte. |
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Perché il rosso ha significati così diversi? Perché ogni epoca associa al colore più evidente le idee che le stanno più a cuore, nel bene come nel male. Il significato del colore nelle varie epoche artistiche è studiato nell’iconografia. I pubblicisti, gli artisti, cioè chi si occupa di propaganda politica conosce assai bene i significati mutevoli del rosso, a seconda delle epoche e dei gruppi umani, e usa questo colore per stimolare le reazioni del pubblico.
Il test psicologico di Lùscher |
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entusiasmo. Invece l’antipatia verso il rosso può essere sintomo di conflitti interiori, sovraeccitazione, angoscia, dolore, aggressività repressa.
Lo shock del rosso nei test di
Rohrschach Il Rosso - a cura di Renata Eco - Quaderni per l'educazione alla comunicazione visiva - Collana diretta da Bruno Munari - Zanichelli, Bologna |
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Collegamenti
È possibile approfondire il tema trattato in questo incontro
attraverso la navigazione di Internet.
I seguenti link ci sembrano rimandare a contenuti interessanti.
Saremo grati a chi vorrà segnalarcene altri.
La teoria dei colori
La
simbologia dei colori e la percezione visiva
I colori in
fotografia
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È disponibile una breve
cronologia della
fotografia
e una piccola
bibliografia
Nella Rete abbiamo trovato
un contributo bibliografico interessante di Claudia Provenzano:
Fotografia e filosofia: alcune
proposte di lettura
*
vai alla scheda:
~~~~~~ il colore ~~~~~~
~~~~~~ l'immagine di sé ~~~~~~
~ il significato dell'immagine ~
~~~~ il filo di Arianna ~~~~
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L'IMMAGINE DI SÉ |
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L'AUTORITRATTO |
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strano rapporto con il nostro viso; e su di esso l’autoritratto, in particolare, può aiutarci a fare luce. Mi diceva una volta un mio amico, attore importante, che uno dei giochi più «allucinanti» (e penso che la parola debba essere presa nella sua accezione più letterale) che avesse mai fatto era quello di mettersi dinanzi allo specchio e di guardarsi in volto. Il suo narcisismo ne era subito appagato: si trovava conciliato con l’immagine che aveva di sé. Poi, a poco a poco, spostava lo sguardo nei suoi occhi. Si fissava, intensamente; sempre più intensamente, sino al momento in cui avvertiva una sorta di «perdita del Sé», una sensazione assai prossima a quella dello sprofondare; era come se i suoi occhi gli aprissero una voragine che l’assorbiva, l’alienava, lo disperdeva. Con ansia e con sollievo, poi, distogliendo lo sguardo, «tornava in sé», ma aveva bisogno di qualche momento prima di «ricostituirsi», di «riconoscersi» come il soggetto-oggetto della visione che gli rimandava l’immagine. |
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o a cui
va attribuito un significato; ed è quanto meno imbarazzante per ciascuno
di noi pensarsi come «segno», bersaglio di un significato. Se mai la magia
dell’immagine ha un peso, di certo ce l’ha quando si tratta della nostra
propria immagine. La fotografia che mi ritrae è, per me, in ogni punto, il
mio doppio; è me stesso, sono io stesso. E in quale modo potrò pensarmi
come «segno» mentre attendo che l’autoscatto faccia l’opera sua? e non
sono proprio io, con l’atteggiamento che sto assumendo, a investirmi di
significato? a parlare di me tramite me stesso? L’espressione mimica, è
stato detto, «è indirizzata agli altri; essa tende al contatto». Come mi
esporrò, dunque? Come è possibile evitare una relazione «sbagliata» con
l’altro? |
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Il modo più semplice, a esempio, è quello di ricorrere allo stereotipo, il quale si impone quando, nella difficoltà di trovare la nostra espressione (quella che più consideriamo nostra), ci facciamo in certo senso «coprire» da un modello. Accade allora che io di fatto delego il modello a «rappresentarmi» nelle forme e nei contenuti che ad esso, per convenzione e «status», appartengono.
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Collegamenti
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Un articolo su ritratto e
autoritratto fotografico pubblicato sul sito Fototensioni.net
N. 21 di
PRIVATE, rivista internazionale di fotografia e scrittura, interamente dedicato
all'autoritratto
Camouflage
Self-Portrait di Andy Warhol
Photobooth gallery
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Fotografia e filosofia: alcune
proposte di lettura
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~~~~~~ il colore ~~~~~~
~~~~~~ l'immagine di sé ~~~~~~
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IL SIGNIFICATO DELL'IMMAGINE |
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Se si eccettua il campo della Pubblicità, in cui il senso deve essere chiaro e distinto solo in ragione della sua natura commerciale, la semiologia della Fotografia è dunque limitata agli splendidi risultati di pochi ritrattisti Per il resto, per l’accozzaglia delle «buone» foto tutto ciò che di meglio si può dire è che l’oggetto parla, che, vagamente, esso induce a pensare. E ancora: anche questo corre il rischio di essere considerato pericoloso. Al limite, è meglio che non vi sia senso alcuno: è più sicuro: i redattori di «Life» rifiutarono le foto di Kertész, quando neI 1937 questi arrivò negli Stati Uniti, perché, dissero, le sue immagini «parlavano troppo»; esse facevano meditare, |
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suggerivano un senso - un senso diverso da quello della lettera. In fondo, la Fotografìa è sovversiva non quando spaventa, sconvolge o anche solo stigmatizza, ma quando è pensosa. La camera chiara - Roland Barthes - Einaudi, Torino
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dissacrazione che ci distacca irrevocabilmente dal mondo dei tempi e dei luoghi sacri, quando si credeva che un’immagine partecipasse della realtà dell’oggetto raffigurato. L’originalità della fotografia è che, proprio in quel momento della lunga e sempre più laica storia della pittura, quando il laicismo aveva definitivamente trionfato, essa risuscitò - in termini del tutto laici - qualcosa che assomigliava alla condizione primitiva delle immagini. La nostra irreprimibile sensazione che nel processo fotografico ci sia qualcosa di magico ha un fondamento autentico. Nessuno pensa che un quadro da cavalletto sia in qual che modo consustanziale al suo soggetto: esso si limita a rappresentare o a riferire. Ma una fotografia non è soltanto una raffigurazione del suo soggetto, un omaggio ad esso. Ne è parte integrante, ne è un prolungamento, ed è un potente mezzo per acquisirlo, per assicurarsene il controllo. Sulla fotografia - Susan Sontag - Einaudi, Torino |
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Interpretare la fotografia - Peppino Ortoleva
La verità
nell'immagine: l'Avventura di un fotografo di I. Calvino - Martino Negri
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~~~~ il filo di Arianna ~~~~
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del loro
emergere come un’orma nella neve o nella sabbia, la forma della macchia
dell’inchiostro versato dalla bottiglia, o il tracciato lineare disegnato
dalla matita sul foglio. Il passato spazio-temporale — movimento — è
inerente ad ogni forma. Ma lo sfondo spazio-temporale che risulta in una
configurazione può essere così grande da cadere al di là della soglia
della nostra capacità di afferrarlo. Il linguaggio della visione - Gyorgy Kepes - Dedalo libri
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Collegamenti
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Due fotografie sul sito Metafluxus.com:
foto 1,
foto 2
La geometria
dell'arte - Piergiorgio Odifreddi
Inoltre su Google abbiamo trovato ben 25.200
pagine in Italiano per quadratura del cerchio.
Ne segnaliamo due:
La
quadratura del cerchio - un vino
La quadratura del cerchio - un procedimento matematico
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È disponibile una breve
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e una piccola
bibliografia
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Fotografia e filosofia: alcune
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~~~~~~ l'immagine di sé ~~~~~~
~ il significato dell'immagine ~
~~~~ il filo di Arianna ~~~~
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Il FILO DI ARIANNA |
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Come districarsi nel labirinto delle
immagini? Come trovare la strada di una ricerca espressiva personale, di uno sguardo autonomo che mostri la propria visione e tenti di riorganizzare la realtà secondo criteri personali di interpretazione? Fino ad ora la navigazione è andata avanti |
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il prototipo di un progetto di immagine? Ognuno dovrà rintracciare il filo che lo conduce all’uscita. Il filo che, lasciato più o meno consapevolmente durante la navigazione, deve essere prima di tutto riconosciuto, poi seguito. |
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Alcuni portfolio fotografici in Internet
Bruce Byers
Maurizio
Chelucci
Marino Thorlacius
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cronologia della
fotografia
e una piccola
bibliografia
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Fotografia e filosofia: alcune
proposte di lettura
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~~~~~~ l'immagine di sé ~~~~~~
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~~~~ il filo di Arianna ~~~~
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GUARDARE E VEDERE |
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Cerca cerca, qualcosa si trova. Basta cercare sistematicamente, esplorare tutti gli angoli del labirinto scientificamente. Scavare nel proprio archivio di segni, riprendere suggestioni non ancora completamente esplorate |
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Fissare per un attimo una bolla di sapone prima che scoppi |
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A chiusura di questo Diario di bordo
ringraziamo
chi ha partecipato agli incontri,
il Quartiere 4 di Firenze,
che,
per la seconda volta,
ha promosso e ospitato
il seminario sulla grammatica della fotografia,
chi ci ha seguito da lontano sul monitor del suo computer.
Diamo appuntamento
alla prossima edizione
e salutiamo tutti
con una pagina di Italo Calvino
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Da Palomar - Italo Calvino (Einaudi) |
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Qui
la mostra finale di un
seminario precedente
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