minima photographica

Le forme

Il mondo spaziale non consiste solo di unità istantaneamente create ma di processi in divenire, instancabili trasformazioni di configurazioni spaziali.

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foto Alberto Burrini

Forme della natura, come fiori, alberi, rocce, montagne, raggruppamenti di nuvole, corpi umani o di animali, e forme prodotte dall’uomo, come edifici o strumenti, sono solo configurazioni temporanee nel perpetuo flusso del divenire e scomparire. Ogni forma quindi è l’inevitabile registrazione visibile di una cosa all’origine. Le configurazioni spaziali dei rami degli alberi, le forme dei metalli in fusione  raccontano la storia del loro emergere come un’orma nella neve o nella sabbia, la forma della macchia dell’inchiostro versato dalla bottiglia, o il tracciato lineare disegnato dalla matita sul foglio. Il passato spazio-temporale — movimento — è inerente ad ogni forma. Ma lo sfondo spazio-temporale che risulta in una configurazione può essere così grande da cadere al di là della soglia della nostra capacità di afferrarlo.

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foto Ivano Scarpini

Ci sono in natura numerose forme di cui è del tutto ignota la storia della loro genesi perché è troppo vasta la scala di complessità della loro origine. Non è possibile vedere istantaneamente in una foglia o in una roccia lo sfondo cinetico del loro divenire.

Il linguaggio della visione - Gyorgy Kepes - Dedalo libri

La quadratura del cerchio

Mi chiedo se sia possibile costringere la realtà in un quadrato o in un rettangolo.
La realtà, secondo la nostra percezione visiva, è rotonda. Inoltre noi siamo dentro la realtà. Essa ci raggiunge davanti, da dietro, dai lati, da sopra, da sotto. Ci troviamo al centro di una sfera percettiva.

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foto Alberto Burrini

Un flusso tondo di percezioni che bisogna (in)quadrare, se si vuole fotografare.
Quando siamo davanti ad una fotografia, la realtà (o meglio il suo simulacro) ci raggiunge solo dal lato dei nostri occhi, e per di più da un frame. All’interno di questa “cornice” tutto ciò che è presente in forma di segno assume il valore di frammento di realtà e ad essa rinvia. Le molteplici linee e forme del mondo che ci circonda ci si presentano deformate dalla prospettiva. Sull’immagine quelle linee e forme sono lì, ormai immutabili, indeformabili.

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foto Alberto Burrini

Queste forme, queste linee ci rimandano inevitabilmente ad astrazioni geometriche, che hanno relazioni obbligate tra loro, in quanto presenti nella stessa immagine, e dunque bisognerà fare in modo che esse interagiscano in modo coerente.

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bibliografia minima

Storia

Italo Zannier - Storia e tecnica della fotografia – Laterza

Beaumont Newhall - Storia della fotografia – Einaudi

Ando Gilardi - Wanted - Storia, tecnica e estetica della fotografia criminale, segnaletica e giudiziaria - Mazzotta

 

Linguaggio

Roland Barthes - La camera chiara - Einaudi

Liborio Termine - La scrittura fotografica - La Nuova Italia

Susan Sontag - Sulla fotografia - Einaudi

Ernst H. Gombrich, Julian Hochberg, Max Black - Arte, percezione e realtà - Einaudi

Rudolf Arnheim - Il pensiero visivo - Einaudi

Walter Benjamin - L'opera d'arte nell'epoca  della sua riproducibilità tecnica - Einaudi

Gyorgy Kepes - Il linguaggio della visione - Dedalo Libri

 

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minima photographica cura la promozione e lo studio del linguaggio della fotografia

 

la fotografia

La fotografia è l’annuncio di qualcosa di nuovo che sta arrivando, qualcosa che non si porrà più il problema di essere consacrato come artistico.
Essa si trova ad essere l’ultima delle forme di espressione dotata di corpo tangibile.
La fotografia è il primo passo per la distruzione del’oggetto artistico attraverso la moltiplicazione, la dispersione (i giornali, i libri ecc.) fino all’immagine elettronica che non ha corpo.