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In memoria di Molhem Barakat

Barakat Da un comunicato apparso su sito web di Al Arabiya:

Reuters, Beirut

Alcuni attivisti hanno riferito che un fotografo siriano che lavorava per la Reuters come freelance è stato ucciso mentre riprendeva combattimenti ad Aleppo.
Molhem Barakat è morto Venerdì 20 Dicembre scorso, mentre riprendeva una battaglia in corso, davanti all'ospedale Kindi, tra i ribelli e le forze fedeli al presidente Bashar al Assad. I ribelli avevano accusato le forze governative di trasformare l'ospedale in una caserma.
Oltre a coprire il conflitto, Barakat aveva prodotto immagini della vita dei siriani nella città divisa, che era stata un  importante centro commerciale.
La guerra civile in Siria ha provocato la morte di oltre 100.000 persone dal 2011 e milioni di profughi nei paesi limitrofi.
Barakat aveva inviato a Reuters decine di foto dal maggio di quest'anno. Molte di queste immagini sono apparse in pubblicazioni di tutto il mondo.

Naturalmente Barakat non è l'unica vittima di questa guerra. Ha avuto la breve fortuna di lavorare per una delle agenzie più importanti del mondo. Come lui tanti giovani uomini e donne hanno perso la vita in Siria negli ultimi tempi, erano persone con una loro storia, importante. Tante persone che hanno lasciato un vuoto incolmabile in quelli che li conoscevano.

Rendiamo omaggio alla memoria di Molhem, di cui ci è rimasto qualcosa: le sue fotografie che parlano ancora oggi per lui.

25 Dicembre 2013

© Foto Getty Images

traduzione google

 

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la fotografia

La fotografia è l’annuncio di qualcosa di nuovo che sta arrivando, qualcosa che non si porrà più il problema di essere consacrato come artistico.
Essa si trova ad essere l’ultima delle forme di espressione dotata di corpo tangibile.
La fotografia è il primo passo per la distruzione del’oggetto artistico attraverso la moltiplicazione, la dispersione (i giornali, i libri ecc.) fino all’immagine elettronica che non ha corpo.