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una mostra > un fotografo

   
   

 

Inauguriamo questa rubrica con la segnalazione della mostra

Assoluto Naturale > Daniela Tartaglia
(documento inserito l'8 Maggio 2005)

dal 7 Maggio al 5 giugno 2005
al Palazzo Mediceo di Serravezza (Lu)

ore 15 / 20 - Lunedì chiuso

ingresso 5 € - ridotto 3 € (include la visita al Museo del lavoro e delle tradizioni popolari della Versilia storica)

info 0584 756100
palazzomediceo@comune.serravezza.lucca.it

catalogo "Edizioni AGF" - 35 €

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Mi ritornano sempre più spesso in mente i versi con cui Paul Eluard si rivolgeva a Nusch, la donna amata. Come se nella rotondità di quella espressione poetica - una sorta di mantra - fosse nascosta la verità cui anelare.
     Senza ombre né dubbi.
     Dai gli occhi a quel che vedono
     Visti da quel che guardano.


da "Assolutezza e natura" di D. Tartaglia - nel catalogo della mostra

assoluto naturale

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Nel catalogo testi di: Enrico Mazzucchi, Danila Giovannetti, Lella Ravasi Bellocchio, Daniela Tartaglia, Roberta Valtorta.
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Fotografo da quando avevo vent’anni ma solo da adulta, dopo aver rimarginato una grande ferita, ho compreso le ragioni profonde che stanno alla base di questa prepotente necessità, le sue implicazioni con il silenzio e la spiritualità.
Ho capito che quello che mi intriga e avvinghia alla scelta della fotografia come strumento d’espressione non è tanto il bisogno di consegnare ai posteri traccia di una memoria quanto la possibilità di riuscire a trovare un momento di equilibrio e di compostezza, una fusione profonda con l’anima delle cose e dei luoghi.
Lo stesso atto del fotografare - al di là dei risultati ottenuti - è già per me un momento estremamente forte di introspezione e di riflessione che mi consente di mettere ordine nei miei pensieri e di ritrovare la pacatezza cui aspiro e che solo in parte mi appartiene.
L’atto dell’ indagine e della misurazione che mi affascina, l’attesa che implica la capacità di fare silenzio e di ascoltare affinché le cose rivelino la loro essenza e la loro anima.
Esattamente il contrario della filosofia che vuole la fotografia veloce, contemporanea, rapace, simulatrice.

assoluto naturale

E alla lentezza e alla fusione dello sguardo, dell’anima e del corpo che, in definitiva, aspiro. Alla lentezza come mezzo per riuscire a entrare in contatto con il mio tempo e nucleo interiore, sempre più oppresso e frantumato dalla voracità dell’esistenza, dalla concretezza e dalla comunicazione contemporanea che uso senza che mi appartenga.
Quando fotografo faccio finalmente “tabula rasa” di tutto ciò che non è essenziale, di tutto ciò che appartiene solo in maniera accidentale alla mia vita. In quel momento so esattamente chi sono, da dove provengo e dove andrò. Riesco a vedere con chiarezza ciò che mi arricchisce e ciò che mi toglie forza ed energia. Quando fotografo sento di padroneggiare uno straordinario mezzo di analisi interiore, una sorta di macchina della verità che mi incita a percorrere la strada del rigore e della precisione come mezzo attraverso cui assaggiare il bisogno adolescenziale di integrità, naturalezza e assolutezza.

da "Pensieri in libertà"di D. Tartaglia - nel catalogo della mostra

 

   
 

 

 

assoluto naturale

Cammino. Cammino molto quando fotografo cercando di scoprire quello che mi scuote e mi intriga. Non mi basta che un luogo sia interessante, deve appassionarmi, provocarmi un languore amoroso. Solo quando scatta questo meccanismo posso iniziare a fotografare certa del risultato o comunque del trasferimento delle mie emozioni sull’emulsione fotosensibile.
E’ una concentrazione quasi sempre fisica quella che mi fa fiutare e annusare un paesaggio, che mi spinge a fondermi con gli elementi naturali, sabbia, acqua, rami o rocce che siano.

   
     

Qualcuno - di cui non ricordo il nome - parlava di “ecologia del profondo” per descrivere il processo di nutrimento della nostra anima e della nostra immaginazione. Non so se sia questo il termine giusto per descrivere il mio percorso: io so per certo che cerco di fare in modo che la mia anima aderisca il più possibile alla materia, ai luoghi per arrivare a produrre poi forme immaginali.
E nel fare questo perseguo un ideale di bellezza, un’aspirazione alla bellezza che ha a che fare con il mondo della rivelazione e dell’analogia.


da "Assolutezza e natura" di D. Tartaglia - nel catalogo della mostra
 

assoluto naturale
 

   
       
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