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segnalazioni bibliografiche

   
   

 

*   SOMMARIO   *

..::: Gabriele Basilico, Appunti di un viaggio 1969-2006
testo di Achille Bonito Oliva, concezione editoriale Alberto Bianda e Paolo Jannuzzi, Roma, Peliti Associati, 2006

..::: Guido Guidi, Vitaliano Trevisan, Vol.I
a cura di Antonello
Frongia, Milano-Venezia, Electa / Jarach Gallery

..::: L’Ottocento fatto immagine
Dalla fotografia al cinema, origini della comunicazione di massa
di Giovanni Fiorentino, Sellerio editore Palermo


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Per una bibliografia più estesa consigliamo di fare riferimento alla pagina
Libri del sito della SISF

 

   
     

 

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Gabriele Basilico - Appunti di un viaggio 1969-2006   Gabriele Basilico, Appunti di un viaggio 1969-2006, testo di Achille Bonito Oliva, concezione editoriale Alberto Bianda e Paolo Jannuzzi, Roma, Peliti Associati, 2006

   Il volume raccoglie inediti del periodo iniziale e le più note ricerche urbane di Gabriele Basilico; nella premessa l'autore denuncia le sue matrici culturali in campo fotografico: il fotogiornalismo di Bill Brandt e di Eugene Smith, in particolare la loro attenzione al sociale, sono stati i punti di partenza che a poco a poco hanno lasciato campo, nella ricerca di Basilico, ad una attenzione sempre più precisa verso lo spazio come momento in cui la visione si concretizza per entrare in sintonia con i luoghi.
   Achille Bonito Oliva sostiene che Gabriele Basilico ha messo a punto un linguaggio fotografico in cui l'archi-figura diventa il sistema per sedurre lo sguardo dello spettatore portando l'attenzione verso soggetti, quali lo spazio urbanistico e architettonico, non sempre interessanti o seducenti.
   Così facendo le fotografie di Gabriele Basilico "rompono le aspettative" di chi guarda per introdurre nuovi elementi di attenzione; esse diventano un "cuneo", un varco nella percezione; le fotografie sono a tutti gli effetti delle "macchine della rappresentazione" che introducono e rendono intelligibili, ad esempio, i teatri bellici (Beirut, 1991), i confini (Bord de mer, 1984-85), i paesaggi industriali, i non luoghi e la forma delle città del mondo. Non si tratta di rendere estetizzante la realtà, sostiene Achille Bonito Oliva, ma di osservare e di mostrare con "saggezza sistemica" il mondo che cambia.
   Il volume, curato nella grafica da Alberto Bianda, non si sfoglia partendo dal frontespizio, ma dalla metà e due frecce indicano il percorso di lettura: a ritroso o in avanti quasi a sottolineare che il lettore può costruirsi un percorso visivo.
   Un’immagine della moderna Tel Aviv e un’immagine della zona franca tra Israele, Palestina e Giordania, scattata nell’ambito del reportage in quelle regioni su invito del regista Amos Gitai durante le riprese per la realizzazione del film “Free zone”, film presentato al festival di Cannes nel 2005, aprono e chiudono il volume a corollario di una testimonianza di un percorso di ricerca attento ai cambiamenti dell’umanità.

A cura di Laura Gasparini
Curatore della Fototeca della Biblioteca Panizzi

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Guido Guidi   Guido Guidi, Vitaliano Trevisan, Vol.I, a cura di Antonello Frongia, Milano-Venezia, Electa / Jarach Gallery

   Antonello Frongia, curatore sia del libro sia della mostra di Guido Guidi presso la galleria Jarach a Venezia, racconta la storia del progetto dello scrittore Trevisan e del fotografo Guidi che consiste nello sperimentare la collaborazione tra uno scrittore e un fotografo appunto alla stregua di altri quali a Work from the Same House di Jim Dine, Sia lode ora a uomini di fama di James Agee e Walker Evans e, si potrebbe aggiungere, Un paese, di Strand e Zavattini di cui sono stati pubblicati di recente, per l'editore Borla a cura di Elena Gualtieri, degli inediti conservati presso l'Archivio Cesare Zavattini alla Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia.
   Il progetto, scrive Frongia, ha preso il via nella stanza adibita a studio e archivio del fotografo dove numerose scatole, contenenti migliaia di immagini, arredano lo spazio. Le scritte riportate sul dorso dei contenitori, rimandano ai luoghi che l'autore ha visitato per scattare le fotografie e testimoniano i percorsi di ricerca dell’autore; il luogo dell'archivio è paragonato alla biblioteca dello scrittore dove i titoli dei libri suggeriscono i percorsi mentali dello scrittore. Da questo luogo e da questa metafora parte il progetto di Trevisan e di Guido. Nulla di esotico, quindi; la scelta cade su semplici immagini di muri visti frontalmente, scorci di muro, finestre, porte, fasci di luce: segni del mondo colti dal fotografo. Lo scrittore ambienta quindi il suo racconto in un ambiente altrettanto semplice, un luogo domestico, delimitato da quattro semplici mura, ove scorre e si consuma la storia di una coppia.
   E' il tentativo, scrive ancora Frongia ricordando Walter Benjamin, di "superare la barriera tra scrittura e immagine" per ripensare i confini della pratica artistica e di una riflessione sulla forma del pensiero artistico.

   Il luogo dell'archivio, sia per Basilico sia per Guidi, è vissuto quindi come luogo di elezione per ripensare e rivedere il proprio lavoro, per dare vita ad altri momenti e percorsi creativi. Luigi Ghirri già nel 1970, affermò che l'archivio è un luogo mentale per eccellenza e fondamentale per il lavoro del fotografo. Ciò nasce da una concezione del tutto moderna della fotografia stessa; scrisse, infatti proprio in quell’anno: "Ho cercato di non chiudermi in filoni o in generi, per questo, contemporaneamente, ho lavorato in diverse direzioni, in un processo di attivazione del pensiero, non ho cercato di fare delle fotografie, ma delle carte, delle mappe che fossero contemporaneamente delle fotografie."
   L'archivio, quindi appare come ampio segno di significazione in cui i segni, appunto, le fotografie, acquistano nuovi significati in base a momenti, accostamenti, utilizzi diversi che l’autore desidera percorrere.

A cura di Laura Gasparini
Curatore della Fototeca della Biblioteca Panizzi

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Giovanni Fiorentino - L’Ottocento fatto immagine   L’Ottocento fatto immagine.
Dalla  fotografia al cinema, origini della comunicazione di massa
di Giovanni Fiorentino, Sellerio editore Palermo

  "Questo libro si muove tra i fantasmi dell’Ottocento e i processi di consumo di massa del Novecento. Rimbalza tra le sponde del mondo industriale, l’Europa da una parte, gli Stati Uniti dall’altra. Si incardina nel territorio della metropoli moderna, tra Londra e Parigi, Napoli e New York…”.

  Molto prima di computer e videofonini, l’immagine entra nella vita quotidiana dell’uomo occidentale. Molto prima di cinema e televisione, la fotografia costruisce l’immaginario della modernità e prepara il destino della civiltà postmoderna. Nel cuore dell’Ottocento, l’Europa e gli Stati Uniti d’America accolgono l’immagine del mondo. E la fotografia, estensione dell’uomo moderno, ne costruisce l’identità e il suo complemento ideale, racconta il mondo borghese e ne delinea i confini. Vera follia occidentale per Charles Baudelaire, vera possibilità di conoscere e immaginare per Oliver Wendell Holmes, la forza industriale della fotografia sposta il dibattito intorno all’immagine sul versante della quantità e dell’apparenza, libera l’immagine dell’autore, diventa sguardo e vita sociale del consumatore.
  La frontiera americana, il sogno dell’isola, il potere del Re, il salotto e la crinolina borghese, il ritratto dell’amante, le strade di Napoli e New York, Londra e Parigi, l’atlante geografico e la memoria storica, esercizi di potere e seduzione: tutto il repertorio sociale dell’immagine è scritto nel secolo borghese. La fotografia, erede di forme di comunicazione ancora aristocratiche, è in grado di forzare le possibilità comunicative per aprire alla dimensione del consumo immaginario di massa.
Una interpretazione mediologica dell’Ottocento con la centratura nello sguardo fotografico, le fondamenta nella ricerca storico-empirica e la convergenza di risorse disciplinari complementari.

  Indice
      Introduzione
1.   L’Ottocento nel cuore. Immagini da un’Esposizione
2.   Dell’exponere. La metropoli e il consumo dello sguardo
3.   L’universo negli occhi, la fotografia
4.   Viaggi stereoscopici. Al centro del salotto
5.   Specchi borghesi. Il giusto mezzo pubblicitario
6.   La follia occidentale. L’industria fotografica e la modernità
7.   America, locomotive e fotografi: al West dell’identità
8.   L’isola e la fotografia. L’esotismo del Sud, luci sul Vesuvio
9.   La bellezza dell’imperatrice, seduzione e consenso
10. Realismo immaginario. L’istante invisibile
11. Schermi di carta e cinematografo fotografico

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